In occasione della Giornata dell’Europa, il 9 maggio 2026, l’Italia partecipa all’iniziativa ‘Art4Diplomacy: Our Home Europe’, che si svolge presso la Biblioteca Nazionale San Cirillo e Metodio di Sofia.
Il progetto prevede la presentazione di pannelli informativi che raccontano la storia, la cultura, le conoscenze, i risultati e le prospettive dei popoli europei, attraverso una mostra che successivamente alla tappa di Sofia prevede un ulteriore itinerario che toccherà istituzioni e università del Paese.
L’Italia partecipa presentando alcune eccellenze nell’ambito della ricerca scientifica nazionale: Area Science Park di Trieste, hub di innovazione e ricerca di livello internazionale, e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, centro di ricerca sotterraneo dedicato alla fisica astroparticellare e nucleare.
Un’occasione unica per condividere le eccellenze scientifiche e tecnologiche dell’Italia in un contesto europeo, contribuendo al dialogo culturale e alla collaborazione tra i Paesi del continente.
L’Area Science Park di Trieste – ente pubblico di ricerca attivo dal 1978 – è un hub in cui convivono centri di ricerca, imprese innovative e start-up, infrastrutture di ricerca e tecnologiche. Unico Ente Pubblico di Ricerca in Italia a gestire un parco scientifico e tecnologico, il centro è un ecosistema che integra ricerca scientifica, dotazione tecnologica avanzata e servizi innovativi per il mondo produttivo. L’attività scientifica riguarda le scienze omiche, dei materiali, la microscopia elettronica, la data science, l’IA e le tecnologie digitali.
I Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) fanno parte dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), insieme ai laboratori di Catania, Frascati e Legnano. Istituiti nel 1985 e operativi dal 1987, sono dedicati alla fisica astroparticellare e nucleare in ambiente sotterraneo e rappresentano i laboratori sotterranei più grandi e importanti al mondo. Sono situati ad Assergi (frazione de L’Aquila, Abruzzo) e all’interno del traforo del Gran Sasso. Nel corso degli anni il centro, su proposta del Premio Nobel Antonio Zichici, dal 1979 ha ospitato numerosi esperimenti e studiosi internazionali, inclusi i premi Nobel Barry C. Barish e Carlo Rubbia, e oggi accoglie circa 1.100 ricercatori provenienti da 29 Paesi.