Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

Where Do We End – Mostra degli artisti Bardi, Bellomo, Vesprini, Maggini e Montinaro allo Spazio Culturale Bobbina

bobbina immagine in evidenza per sito

L’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con lo Spazio Culturale Bobbina di Sofia, la Camera di Commercio italiana in Bulgaria e la Fondazione Bulgara-Tedesca, presenta la mostra collettiva di arte contemporanea Where Do We End,  un progetto espositivo con la partecipazione di cinque artisti italiani — Guglielmo Maggini, Ilaria Bellomo, Erica Bardi, Lorenzo Montinaro e Federica Vesprini — ospitato presso Spazio Culturale Bobbina di Sofia.

Curata da Lorenzo Ilari e Ludovica Cancellieri, la mostra riflette sul concetto di soglia come spazio di trasformazione e relazione, interrogando il confine tra individuo e mondo, tra identità personale e dimensione collettiva.

Ispirandosi al pensiero filosofico antico e contemporaneo — da Eraclito a Maurice Merleau-Ponty e Jean-Luc Nancy — il progetto esplora l’idea dell’identità come processo in continuo divenire, in cui la fine e l’inizio coincidono e il sé si definisce sempre in relazione all’altro.

La scelta di Sofia, città-soglia tra Est e Ovest e luogo stratificato di memorie storiche e culturali, rafforza il tema della mostra e diventa così un punto di incontro e di risonanza per pratiche artistiche che mettono in discussione confini geografici, culturali e personali.

In un presente segnato da identità fluide e da confini sempre più instabili la mostra Where Do We End invita il pubblico a interrogarsi su una domanda essenziale: ‘dove finiscono i confini e dove finiamo noi?

Gli artisti:

Erica Bardi, fotografa, esplora lo spazio sottile tra presenza e assenza: le sue immagini fluttuano, emergono e si dissolvono. Osservarle significa confrontarsi con il culmine dell’incertezza: cosa significa essere visti? Cosa significa che qualcosa rimanga invisibile all’occhio, ma non al respiro? Qui, la soglia è il tempo, un vuoto che vibra.

Ilaria Bellomo, scultrice e ricercatrice indipendente. Attraverso pratiche multidisciplinari, tra cui tessitura, poesia visiva e installazioni, concepisce l’arte come un medium tra la materia e l’invisibile, esplorando mondi sottili attraverso un dialogo non antropocentrico e in connessione con archetipi e antichi saperi femminili.

Federica Vesprini, pittrice, diplomata in Arti Visive presso la NABA di Milano, ha completato gli studi magistrali all’Accademia di Venezia, conseguendo il diploma magistrale in pittura con una tesi sulla figura dell’antieroe contemporaneo. La sua ricerca pittorica indaga temi come lo straniamento, l’identità e il ricordo, in relazione alle dinamiche sociali contemporanee.

Guglielmo Maggini, scultore, si colloca al confine tra installazione e scultura. Utilizza materiali naturali come argilla e materiali sintetici come gomme e resine; il mondo dei polimeri plastici si fonde in un’esplorazione sensibile del rapporto tra vita e morte, un viaggio tra memoria storica e personale.

Lorenzo Montinaro, scultore, vive e lavora tra Milano e Taranto.È diplomato in Educazione e Comunicazione Artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e laureato in Arti Visive presso l’Università IUAV di Venezia.  Il suo lavoro riflette un approccio concettuale alla scultura e allo spazio.

  • Organizzato da: Spazio Culturale Bobbina
  • In collaborazione con: IIC Sofia; Camera di Commercio italiana in Bulgaria; Fondazione Bulgara-Tedesca