L’ultimo schiaffo è una produzione italo-slovena che racconta un Natale molto diverso da quello che siamo abituati a immaginare: non ci sono atmosfere rassicuranti, né il calore del presepe, delle luci o dell’albero addobbato. C’è invece il Natale di Petra e Jure, due fratelli che vivono in un piccolo villaggio di montagna, immersi in un freddo pungente che non è solo meteorologico, ma anche umano ed emotivo.
Abituati a sopravvivere sotto zero e a arrangiarsi con piccoli lavori da tuttofare, i due iniziano però a sentire il peso di una condizione che sembra senza via d’uscita. Il gelo del paese e dei suoi pochi abitanti riflette la loro precarietà: esiste un futuro per una giovane e malandata coppia di montanari? Esiste una possibilità di cambiamento?
La risposta sembra ridursi a una sola parola: denaro. Hanno bisogno di soldi, e in fretta. La provvidenziale scomparsa del loro cane Marlowe, accompagnata dalla promessa di una “generosa ricompensa”, appare allora come un’occasione inattesa, forse più concreta di qualunque altro espediente tentato fino a quel momento.
Il film è diretto da Matteo Oleotto, nato a Gorizia nel 1977. Diplomatosi come attore nel 2001 all’Accademia Civica d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine e come regista nel 2005 al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Oleotto è stato Direttore Artistico del Teatro La Contrada di Trieste dal 2015 al 2018.
Prima di L’ultimo schiaffo, ha realizzato diversi cortometraggi, tra cui Ciao Alberto (2003, cortometraggio documentario), Room 21 (2004), Can Can (2004) e Double-edged (2006). Nel 2013 ha diretto il suo primo lungometraggio, Zoran, mio nipote scemo, che ne ha segnato l’affermazione nel panorama cinematografico italiano.
Proiezioni:
Euro Cinema – il 19 marzo alle ore 18.00
Centro Culturale G8 – il 24 marzo alle ore 18.15