In occasione della X edizione della Giornata del Design Italiano nel Mondo, dedicata al tema “RE-DESIGN. Rigenerare spazi, oggetti, idee, relazioni”, l’Istituto per il Commercio Estero di Sofia, l’Istituto Italiano di Cultura di Sofia in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Sofia, e con il sostegno di Confindustria italiana in Bulgaria e Camera di Commercio italiana in Bulgaria, propongono un seminario dedicato alla rigenerazione degli spazi pubblici e alla mobilità sostenibile, anche tenendo conto della partenza del Giro d’Italia 2026 dalla Bulgaria.
L’iniziativa, rivolta al pubblico di studenti dell’Accademia Nazionale di Belle Arti di Sofia, al pubblico di addetti ai lavori ma anche agli interessati e agli Amici dell’Italia, valorizza l’esperienza italiana nella progettazione urbana e nel design degli spazi condivisi, come piste ciclabili, parchi, percorsi pedonali e infrastrutture leggere. La Prof.ssa Francesca Balena Arista (Politecnico di Milano) guida il confronto tra le buone pratiche italiane e le esigenze del contesto locale, offrendo un’opportunità unica di scambio internazionale.
Il tema del RE-DESIGN si declina come reinterpretazione degli spazi della mobilità e come occasione per esplorare il ruolo del design nel migliorare il benessere delle comunità attraverso sostenibilità, inclusione e innovazione. L’evento diventa un momento di riflessione condivisa su come la progettazione degli spazi pubblici trasforma relazioni, comunità e paesaggi, in linea con i principi di RE-DESIGN al centro dell’edizione 2026.
Le città italiane, con la loro storia di stratificazioni e adattamenti, rappresentano un laboratorio unico per progetti che combinano sostenibilità, inclusione e innovazione tecnologica, offrendo modelli replicabili a livello internazionale.
La conferenza della Prof.ssa Francesca Balena Arista esplora in particolare il tema delle sfide come stimolo alla creatività di architetti e designer, mostrando come architettura e design contemporanei affrontino contesti complessi e sfide globali con approcci innovativi. Partendo dal radical design italiano degli anni ’60-’70, che ha rinnovato la disciplina in un periodo di crisi sociale e culturale, l’intervento presenta casi storici e contemporanei che ne illustrano l’evoluzione. Particolare attenzione sarà dedicata al pensiero di Andrea Branzi, progettista e teorico di rilevanza internazionale.
Francesca Balena Arista è architetto e dottore di ricerca in Industrial Design e Comunicazione Multimediale. Svolge attività professionale e di ricerca nel campo del design e dell’architettura, con un focus sul radical design italiano e sulle avanguardie del progetto.
Collabora dai primi anni 2000 con Andrea Branzi e dal 2011 con Michele De Lucchi, in ambito didattico e professionale. Ha lavorato con la Triennale di Milano per diverse mostre del Museo del Design e per la XXI Esposizione Internazionale.
È docente presso il Politecnico di Milano e alla NABA di Milano. Nel 2016 ha pubblicato la monografia Poltronova Backstage. Archizoom, Sottsass e Superstudio. The Radical Era 1962–1972, con prefazione di De Lucchi.
Tra i progetti più recenti, è stata curatrice per l’ADI Design Museum di due esposizioni insieme a Maite Garcia Sanchis e Giovanni Comoglio: nel 2023 la mostra Compasso d’Oro Award. Seventy Years Leading Italian Design Trends, presentata a Shanghai, e nel 2022 la mostra Presente Permanente. Contemporaneità nel design italiano, secondo allestimento della Collezione Storica del Compasso d’Oro. Nel 2016 è stata inoltre assistente alla curatela della mostra Neo Preistoria, di Andrea Branzi e Kenya Hara, nell’ambito della XXI Triennale di Milano International Exhibition.
Laureata a Firenze con Giovanni Pettena, ha collaborato con lui in attività di ricerca per mostre e pubblicazioni, a partire dalla Biennale Architettura del 1996. Dal 2001 al 2008 ha lavorato con Poltronova, cofondando il Centro Studi Poltronova e curandone l’Archivio Storico. Ha seguito importanti progetti di ricostruzione filologica legati a Superarchitettura e a Ettore Sottsass, oltre alla curatela di mostre e alla realizzazione di un documentario selezionato al Milano Design Film Festival 2016.